www.crocicchioarte.it
Galleria d'arte "Il Crocicchio"
via Martiri della libertà civ.63 r Campomorone - Genova
Tel 347 2940784 - e-mail:aacrocicchio.arte@libero.it
Orario di apertura 10-12 / 16-19,30 tutti i giorni compresi festivi, chiuso il lunedi'.

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Campomorone
Campomorone è situato nella parte alta della Valpolcevera , in una verde valle a forma di conca, denominata, per l’appunto, Valverde ai piedi della quale scorre il torrente Verde, valle circondata dalla catena dei monti dell’Appennino ligure, caratterizzata dai profili delle Figne (alt. 1.172 metri), del Taccone (alt. 1.113 metri), del Leco (alt. 1.072 metri) e del Figogna (alt. 817 metri), meglio conosciuto, quest’ultimo, come “Monte della Guardia”,sulla cui cima si erge il Santuario Mariano omonimo. L’area sud-orientale,la più estesa, si affaccia sul versante Ligure; quella nord-occidentale fa parte del bacino padano.

Campomorone da una vecchia foto
Panorama del centro di Campomorone alla fine dell'800



Campomorone, oltre ad essere il nome del Comune è anche il nome del centro principale del capoluogo al quale si affiancano - distribuite sul territorio comunale che ha uno sviluppo di superfice di 26,14 Km.q. e altimetrico ricompreso fra un minimo di 100 e un massimo di 1.172 sul livello del mare - le seguenti 7 frazioni: Cravasco – Gallaneto – Gazzolo – Isoverde – Langasco – Pietralavezzara – Santo Stefano di Larvego.
Il territorio di Campomorone confina con i seguenti Comuni,in parte liguri in parte piemontesi: Bosio (AL) – Ceranesi (Ge) – Fraconalto (AL) – Genova – Mignanego (GE) – Voltaggio (AL). Lo sviluppo edilizio di Campomorone esploso negli anni sessanta del secolo scorso, pur essendo stato poco controllato, principalmente nel capoluogo,così come è avvenuto nello stesso periodo in buona parte delle città e paesi d’Italia, non ne ha snaturato del tutto il suo carattere di paese operoso e vivace ,moderno ma ancorato alla propria storia e al proprio contesto paesaggistico. Interessanti dal punto di vista naturalistico e paesaggistico sono le zone dei laghi del Gorzente (alt. 700 metri), dei Piani di Praglia (alt.900 metri), e del passo della Bocchetta (772 metri). (www.comune.campomorone.ge.it)      www.polcevera.net

Nel territorio del comune di Campomorone o attraverso di esso si accede a importanti zone e mete storiche, naturalistiche e turistiche quali: il Santuario della Madonna della Guardia sul monte Figogna; la Benedicta, antica abbazia benedettina distrutta durante l’ultimo conflitto e oggi santuario della memoria delle vittime della Resistenza anti fascista e anti tedesca con il vicino Sacrario della Benedicta (situato nel contermine Comune di Bosio); I Piani di Praglia, località ricca di bellezze naturali arricchite da molteplici infrastrutture e impianti per il tempo libero e il contermine Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo; Voltaggio e Gavi raggiungibili attraverso la storica e panoramica strada per il passo della Bocchetta, tracciato stradale mitico per i cultori del ciclismo, in quanto palcoscenico sportivo nobilitato da molti campioni, in primis il mitico Fausto Coppi.
Ad accogliere chi si appresta a raggiungere Campomorone capoluogo è il viadotto ferroviario - monumentale opera di ingegneria (e architettura), progettato dall’architetto Riccardo Morandi e realizzato tra il 1883 e il 1884 - costruito tutto in muratura, rivestita alla base di ogni pilone da bellissime grandi pietre sbozzate a forma di “punta di diamante”, mentre la restante parte è rivestita in mattoni,avente un’altezza di 55,73 metri, una larghezza di 18 metri e una lunghezza di 1.102 metri,caratteristiche che lo resero e lo rendono tutt’ora uno dei più grandi ponti in muratura del mondo e anche dei più solidi, considerato che ha resistito ai cannoneggiamenti dei soldati tedeschi durante la seconda guerra mondiale (ne porta ancora i segni in più parti).


DA VEDERE A CAMPOMORONE CAPOLUOGO

Edifici civili e spazi espositivi.

Palazzo Balbi - Palazzo Balbi (secolo XVI),attuale sede del Municipio, il suo Parco e all’interno di questo l’antico edificio denominato, secondo un termine gergale ,” Cabannun”, edificio che originariamente era pertinenza del Palazzo Balbi con funzione di “Giardino d’inverno” dotato di vasche per l’allevamento dei pesci e voliere per gli uccelli. All’interno del palazzo si trova esposto un importante documento epigrafico del secolo XVI,inciso su lastra di marmo,copia della famosa Tavola Bronzea di Polcevera,il cui originale,in bronzo per l’appunto, costituisce un preziosissimo documento archeologico romano datato 117 a.C. ed è conservato presso il museo archeologico di Genova-Pegli. In Palazzo Balbi soggiornò nel 1815 - di ritorno dalla sua prigionia voluta da Napoleone Buonaparte, a Fontainebleau in Francia, prima e a Savona poi - Papa Pio VII, il quale dalla finestra centrale del Palazzo impartì la benedizione alla popolazione sottostante raccolta in preghiera.
Pio VII viene portato prigioniero a Savona.             Papa Pio VII in un dipinto di Jacques Louis David, Museo del Louvre a Parigi.
nella prima foto:Pio VII viene portato prigioniero a Savona.
nella seconda:Papa Pio VII in un dipinto di Jacques Louis David, Museo del Louvre a Parigi.


- Museo Civico di Paleontologia e Mineralogia, posto all’interno di Palazzo Balbi. Tale spazio espositivo,tra l’altro, è caratterizzato dalla presenza del Laboratorio di Preistoria che svolge un’intensa e partecipata attività didattica, seguita da moltissime scuole della provincia di Genova

Museo civico delle marionette, collocato al piano terra di Palazzo Balbi, unica e ricca collezione di marionette liguri, concepita, allestita e costruita materialmente da Angelo Cenderelli all’inizio del secolo scorso, costituita da costumi,scenari, testi teatrali. Dispone al suo interno di un piccolo ma prezioso e suggestivo spazio teatrale per le rappresentazioni.

scorcio delle sale espositive il mago Orano interno di castello
Alcuni degli oggetti, fotografie e documenti presenti nel museo.
nella prima foto:scorcio delle sale espositive
nella seconda foto:il mago Orano
nella terza foto:interno di castello


Museo della Croce Rossa Italiana, posto nella sede del Comitato Locale di Campomorone della stessa C.R., nel quale si può ammirare una collezione unica in Italia costituita da mezzi, strumenti, attrezzature mediche e assistenziali utilizzate fra la fine del xix secolo e l’inizio del xx secolo - soprattutto nella prima e seconda guerra mondiale - , nonché documenti e foto storiche. Attualmente il museo consta di 11 sale espositive, 39 pannelli a giorno collocati sullo scalone, contenenti Convenzioni, Principi della Croce Rossa, foto d’epoca dei periodi bellici, vetrine con documenti e oggettistica C.R.I. usata durante le due guerre mondiali; nonchè materiale filatelico, ivi comprese cartoline e lettere da e per i campi di prigionia o di ricerca di soldati scomparsi, e documenti fotografici assai rari del periodo bellico e non. Di grande interesse l’esposizione allestita nel mansardato, che costituisce l’ambiente di un ospedale e di altre situazioni di soccorso militare. Nel complesso si tratta di circa 500 oggetti esposti, inventariati, descritti e catalogati, oltre ad un copioso materiale non ancora esposto, ammontante a circa 200 pezzi. www.cricampomorone.org/wpcri        cl.campomorone@cri.it






Clicca sull'immagine per un maggior dettaglioLa Saliera,ubicata all’ingresso del paese, edificio polifunzionale (residenza,deposito,fortezza),su due piani, di forma quadrangolare ,a corte chiusa,dotato di torre posta centralmente sul corpo principale e di guardiole per il controllo e la difesa dell’edificio, poste sui due spigoli dell’edificio prospettanti la viabilità proveniente da est (da Genova), edificio ubicato all’ingresso di Campomorone, fatto costruire nel secolo XVII dalla famiglia d’Amico, con funzione di deposito del sale (Il sale fu molto importante per l’economia della Repubblica di Genova che ne aveva il monopolio) , ubicata in prossimità di un nodo stradale intensamente trafficato, che vedeva, sin da epoche antichissime, il transito di innumerevoli carovane commerciali che trasportavano a mezzo soma i prodotti e le merci, dal porto di Genova alle terre e alle città d’oltre giogo, del Piemonte e della Lombardia e oltre.

La Saliera vista da est (ingresso del paese).

Architetture religiose

 Chiesa parrocchiale di San Bernardo – , sec.XIX. Progettata nel 1886 dall’ing.Maurizio Dufour. La prima chiesetta nella zona fu una cappella, dedicata a S. Caterina, ricordata in un atto notarile dell'11 maggio 1490. Tale Cappella,risultando insufficiente a soddisfare i bisogni di una popolazione che aumentava a seguito dell’espansione degli insediamenti e delle infrastrutture di fondovalle, non tardò ad essere sostituita da altra dedicata a S. Bernardo, già menzionata in un atto del 23 ottobre 1525. Una ulteriore nuova cappella sorse da li a poco e fu benedetta nell'anno 1618 e officiata da un cappellano-custode con residenza fissa;La stessa fu ampliata nel 1696 e ancora nel 1736. Con decreto del 1832 di Mons. Tadini, la chiesa, fino allora succursale di quella di Laqngasco, fu eretta in parrocchia indipendente e il parroco ebbe il titolo di prevosto. I tempi erano cambiati e le attività produttive principali, i percorsi viari egli insediamenti residenziali si erano sempre più andati sviluppando e consolidando nel territorio di fondovalle, e ciò esigeva una chiesa nuova che venne deciso di edificare nello spazio retrostante il vecchio edificio che demolito lasciò spazio ad un ampio piazzale antistante la nuova costruenda chiesa. Mons. Magnasco ne benedisse la prima pietra il 26 agosto 1887. Il crollo di due arcate verificatosi il primo novembre 1888 protrasse l'esecuzione dell'opera.
Sorse una chiesa classicheggiante, frutto del senso d'arte e della ben nota perizia costruttiva di Maurizio Dufour, e fu inaugurata il 29 novembre dell'anno 1891 dall'arcivescovo Salvatore Magnasco che elevò la chiesa parrocchiale ad arcipretura.
In sostituzione dell'antico campanile alto circa due metri eretto sul tetto della chiesetta nel 1663, un nuovo alto campanile fu inaugurato il 24 ottobre 1893. Per le decorazioni, le pitture, i marmi e altri lavori all'interno e all'esterno della vasta e sontuosa chiesa è prezioso il resoconto descrittivo del Cervetto, che elenca pure i principali benefattori e rende omaggio all'intera popolazione "perchè tutte le case diedero alla chiesa benefattori". Al suo interno,costituito da un unico grande spazio privo di colonne(pianta a schema centrale coperta a volta), si può ammirare l’ampia cupola affrescata dal pittore Luigi Gainotti, allievo di Nicolò Barabino e le tele di Gregorio De Ferrari ( 1647-1726), Giovanni Andrea De Ferrari (1598-1669), Traverso Mattia, Giovanni Battista Paggi (prima metà del sec.XVII), Bernardo Castello (1557-1629) allievo di Luca Cambiaso, Giovanni Battista Carlone(1592-1667), Luigi Gainotti , nonché la scultura lignea di Giuseppe Navone,allievo del Maragliano. (foto 18-19-20-21)



in ordine: Interno della chiesa. La deposizione, scultura lignea. Opera di G.Navone. - Intradosso affrescato della cupola centrale. - Affresco della cupola, opera del pittore Luigi Gainotti, 1859-1940.



DA VEDERE NELLE FRAZIONI (di Campomorone)E NEL TERRITORIO CIRCOSTANTE (Ceranesi).


- Architetture religiose ( In questi edifici sono presenti elementi architettonici, scultorei e pittorici che vanno dal X al XIX secolo. ) :

 Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo situata presso la frazione di Cravasco. La sua memoria più antica è del 26 ottobre 1631 negli atti di visita di Mons. Domenico De Marini. Fu chiesa succursale della parrocchia di Isoverde; venne eretta in parrocchia da Mons. Magnasco con decreto 14 ottobre 1890, facilitato dalla generosità di un emerito benefattore, Nicolò Ghiglione di Cravasco. Lavori di ampliamento e di restauro alla chiesa furono eseguiti in fasi successive nel 1772, nel 1776, nel 1852; nuovi lavori in marmo: il pavimento, il pulpito, il battistero negli anni 1875-78.







 Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo nella frazione di Gallaneto. Se ne ha la più antica memoria secondo il Ferretto e il ns. Cambiaso il 20 agosto 1198; secondo Schiappacasse il 18 aprile 1203 (che però secondo il Ferretto è 20 aprile 1203). Dipendeva come succursale da S. Stefano di Larvego allora detta "de Langasco". Non si sa quando sia stata eretta in parrocchia.Subì lavori di restauri e ampliamenti in varie riprese, dal 1642 al 1661; nel 1705 al tetto della chiesa. Subì lavori di restauri e ampliamenti dal 1642, a varie riprese, al 1661; nel 1705 al tetto della chiesa. Dopo i danni provocati dall'invasione austriaca del 1746-47, ebbe restauri nell'anno 1754; nel 1809 la chiesa fu allungata di 4 metri.









 Chiesetta di Gallaneto,Santuario di N.S.Delle Grazie. Edificio chiesastico di piccole dimensioni ma fortemente suggestivo sia all'esterno - dove assumono rilevanza il campanile sul retro e il piccolo porticato sul fronte - sia l'interno raccolto e sobriamente decorato. Questa chiesa è posta lungo la strada che da Isoverde raggiunge la parrocchale di San Michele. Lungo questa stradasi trovano anche gli edifici e impianti di archeologia industriale relativi all'acquedotto ex De Ferrari Galliera che utilizzava e tutt'oggi utilizza l'acqua dei laghi del Gorzente.









 NS della Misericordia. Antica chiesa posta in località Caffarella, in Ceranesi, località posta all'incrocio di due antichi percorsi che conducono ai Piani di Praglia e alle Capanne di Marcarolo, uno proveniente da S. Stefano di Larvego e l'altro da S. Martino di Paravanico. L'attuale struttura si suppone sia stata eretta alla metà del secolo XVII.













 Chiesa parrocchiale di San Rocco nella frazione di Gazzolo. Anticamente come cappella dedicata a S. Sebastiano e poi anche a S. Rocco dipendeva dalla pieve di S. Stefano di Larvego. Nel 1618 al tempo dell'arciprete Giorgio Sorba reduce da un pellegrinaggio a Loreto e a Roma la cappella aggiunse e prepose il titolo di N. S. di Loreto.
Il Sorba era nato turco; preso schiavo dal genovese Lorenzo Sorba fu condotto a Genova, reso libero e avviato agli studi divenne sacerdote. Nel 1896 l'arcivescovo Tommaso Reggio eresse la chiesetta in rettoria succursale di S. Stefano di Larvego. La chiesa nuova iniziata nel 1904, fu inaugurata nel 1932; il campanile venne eretto nel 1950. Don Giuseppe Rossi ai suoi meriti verso la chiesa aggiunse quello di fornirla, da valente falegname qual'era, dei mobili indispensabili.



 Chiesa parrocchiale di Sant'Andrea "nella frazione di Isoverde e adiacente Oratorio. Un documento notarile del 15 dicembre 1197 ci accerta dell'esistenza della chiesa a questa data; secondo Carlo Tagliavacche sarebbe stata eretta nel 900. Il nome della località non fu subito Isoverde, ma Iso, Isurella, Insurella, Issorella, Insulella. Quando la visitò il Bossio nel 1582 era già chiesa parrocchiale indipendente. La bella chiesa attuale a tre navate a che secolo risale? Stando ad una epigrafe che si legge nel presbiterio (Remondini p. 219 nota 1) alcuni ritengono che la ricostruzione sia avvenuta nel 1609. Secondo i Remondini nel detto anno sarebbe stata restaurata l'antica chiesa, arricchita di stupendo tabernacolo marmoreo (1609) dal donatore Bernardo Ghiglione di Gio.Antonio; la grande ricostruzione a tre navate sarebbe stata compiuta invece fra il 1747 e il 1767 per opera di quel parroco Francesco Pratolongo che in riconoscimento dei suoi meriti chiese e ottenne dall'arcivescovo Saporiti con suo decreto 5 marzo 1767 che in perpetuo la chiesa fosse denominata Priorato e il rettore perpetuo Priore. L'Arcivescovo P.M. Tardini con suo decreto 23 ottobre 1838 privava il Priore di Isoverde di autorità sul cappellano di Pietra Lavezzara riservandone la nomina esclusivamente a sè. La chiesa è ricca di marmi particolarmente di pregiato verde Polcevera; la sua volta e le pareti laterali di affreschi di Carlo Orgiero, sampierdarenese di elezione, e soprattutto del parmense Luigi Gainotti" il pittore delle cento chiese". La facciata conserva, deturpato, l'affresco del titolare opera del Tavarone; è abbellita da un pronao a tre arcate a iniziativa del priore Domenico Bacigalupo; ha due campanili non simmetrici. I registri parrocchiali cominciano dal 1598.
Il primo rettore è un prete Alberto del 28 aprile 1203.

 "La piazza d'Isoverde nel primo '900."




 Chiesa parrocchiale di San Siro nella frazione di Langasco. Il documento più antico che la nomina ha la data, secondo Ferretto e Cambiaso, del marzo 1003. Sorse ad opera dei Benedettini in stile romanico di cui rimangono chiari elementi architettonici. Come altre chiese analoghe e coeve (S. Siro di Struppa, di Nervi, di Sanremo) fu dedicata al Santo Vescovo genovese. Distrutto l'antico edificio, non sappiamo se per guerre o fenomeni tellurici, la chiesa fu radicalmente ricostruita, pare, prima del sec. XVI (Cassiano p. 61). La parrocchia assunse notevole importanza con l'apertura della strada della Bocchetta (1775). Nel 1674 ebbe dall'arcivescovo G.B. Spinola il titolo di Prevostura. Fu eretta a chiesa parrocchiale nel 1898 (Cassiano p. 70); fu restaurata e decorata nel 1934 e consacrata il 23 giugno 1956 quando l'Arcivescovo Giuseppe Siri consacrò pure l'altar maggiore.



 Chiesa parrocchiale di Santo Stefano nella frazione di S.Stefano di Larvego. Come chiesa plebana è ritenuta (Cambiaso) di qualche secolo anteriore al mille; il documento più antico che la cita è del marzo 1004. La chiesa subì nel suo interno gravi danni nel 1747 per l'invasione degli Austriaci. Nel 1771 fu costruita la nuova magnifica chiesa su disegno dell'architetto Angelo Giuseppe Scaniglia di Sampierdarena. Delle sue origini medioevali rimane testimonianza nel bel campanile romanico.













 Chiesa parrocchiale dell'Ascensione di Nostro Signore nella frazione di Pietralavezzara. La più antica memoria della chiesa si legge negli atti della visita di Mons. Bossio (1582) dove appare come cappella già intitolata all'Ascensione di Nostro Signore. Fino al 1838 fu succursale di due parrocchie: di Langasco e di Isoverde. Il 23 ottobre 1838 il Card. Placido M. Tadini con decreto speciale dichiarava la chiesa di Pietra Lavezzara immediatamente soggetta alla sua giurisdizione. Mons. Tommaso Reggio il 28 agosto 1894 la innalzava al titolo di Rettoria.
Mancava la parrocchialità che gli abitanti avevano chiesto fin dal 14 luglio 1668. Divenne parrocchia autonoma il primo dicembre 1896. Il primo cappellano del quale conosciamo il nome è Grino Giovanni Battista che risulta presente dal 1660; ma è documentato che nel 1631 c'era già un cappellano fisso. Il primo ampliamento della cappella è dovuto ad un signor Bernardo Ghiglione che nel 1609 la trasformò e volle decorarla pure con lavori in marmo. La chiesa attuale è dovuta allo zelo del sac. Giacomo Badino che ne fu il primo Rettore. Nel 1878 la alzò di 4 metri e di quattro metri la prolungò in facciata. Iniziati i lavori il 5 agosto 1878, il 20 ottobre dello stesso anno la chiesa potè essere inaugurata. Anche il campanile attuale fu ricostruito nel 1878. Notevoli i marmi verde-Polcevera delle locali cave e il nuovo portone in bronzo, 1970, opera dello scultore G.B. Airaldi di Genova. La chiesa e la parrocchia subirono gravi danni nella guerra del 1625, in quella più ancora del 1746-47. Il giovedì 18 maggio 1815 tornando da Genova per Roma passò per Pietra Lavezzara il Papa Pio VII.



 Altrettante opere di architettura religiosa ricche di storia e di segni della religiosità popolare si trovano nelle vicine località e frazioni del contermine Comune di Ceranesi che sono parte integrante del nostro territorio in trattazione, senza soluzione di continuità con quelle di Campomorone, tantè che appartengono allo stesso Vicariato di Campomorone. Fra queste ricordiamo in primis il Santuario di Nostra Signora della Guardia,sul monte Figogna, e la vicina Cappella dell'Apparizione della Madonna, ma anche la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, alla Gaiazza, ed il vicino santuario della Madonna dell'Orto, la parrocchiale di San Martino di Paravanico, la parrocchiale di San Lorenzo in Torbi, la parrocchiale di Santa Croce alle Capanne di Marcarolo. Presso il monte Figogna e la vicina Cappella dell’ Apparizione della Madonna della Guardia







 la Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta nel capoluogo (Gaiazza) Trattasi di una delle più antiche chiese pievane della Valle Polcevera, la cui edificazione è certamente avvenuta in data anteriore al secolo X. Tracce evidenti della sua vetustà sono le strutture poste sulla facciata d'ingresso della chiesa (tre absidi) e la cripta di recente portata alla luce. Dal suo piazzale si gode una bellissima vista della Valle Verde (Alta Valle Polcevera). Da questa ridente località ha inizio un bellissimo percorso ciclopedonale che conduce al Santuario della Guardia, tracciato che ricalca l'antico percorso della mitica Guidovia, un "trenino" che collegava la località Serro, in Morigallo (Bolzaneto), con il Santuario posto sulla vetta del monte, passando attraverso boschi e prati, in uno scenario naturalistico bellissimo. Nell'immagini qui riportate si vedono: la chiesa; particolare delle antiche absidi medioevali; particolari della cripta sotterranea.





Nell'immagini qui riportate si vedono: la chiesa; particolare delle antiche absidi medioevali; particolari della cripta sotterranea.

 Santuario della Madonna Dell’Orto (Gaiazza); antico edificio posto in località Castellaro, in prossimità di un altrettanto tracciato viario pedonale - tuttoggi percorribile a piedi anche se non mantenuto perfettamente agibile - che unisce Pontedecimo con la Gaiazza. Nata come una di quelle tante edicole votive che fungevano anche da rifugio e ricovero per i viandanti lungo importanti tratte viarie,con il passare dei secoli venne ingrandita sino a trasformarsi in una cappella pubblica consacrata.



la Cappella di Nostra Signora dell'Orto nel capoluogo(Gaiazza);
la Chiesa parrocchiale del Santissimo Nome di Gesù nella frazione di Geo;
la Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo di Livellato nella frazione di Livellato del XII secolo;
la Cappella dei santi Rocco e Bernardo nella località di San Bernardo presso la frazione di Livellato;
la Cappella della II Apparizione della Guardia nella località di Pareti presso la frazione di Livellato;

 la Chiesa parrocchiale di San Martino nella frazione di Paravanico. Edificata nel XVI secolo, probabilmente su preesistenti strutture chiesastiche molto più antiche, è caratterizzata da forme architettoniche e decorative semplici ma eleganti e al suo interno ha una ricca dotazione di apparati sacri.









 la Chiesa parrocchiale di San Lorenzo di Torbi nella frazione di Torbi del XVII secolo;










 Parrocchia di S. Croce, Capanne di Marcarolo,facciata con due pini davanti. ;











   Laghi Del Gorzente, tre grandissimi invasi artificiali posti a quota 700 sul livello del mare incastonati fra i monti e lambiti da rocce e pinete, che oltre a fornire la maggior parte di acqua potabile al comune di Genova e ad altri Comuni vicini, costituiscono una splendida realtà paesaggistica, da gustarsi sia come quadro d’insieme, sia in termini escursionistici, attraverso un percorso ciclo-pedonale che costeggia tutti e tre i laghi e che è lambito da una parte dall’acqua e dall’altra dalla vegetazione.
Sentiero naturalistico dei Laghi del Gorzente. Si trova nella zona dei Piani di Praglia e dei laghi del Gorzente; è un percorso pedonale ad anello avente uno sviluppo di 14 Km, percorribili in 5 ore. Particolari punti d’interesse di questo percorso - comunque naturalisticamente e paesaggisticamente bello in ogni sua parte – sono: La fontana detta “Del Segaggin”, la Pietra del Grano, le Carbonaie, le Neviere, Il sacrario di Passo Mezzano, il “Limen” indicato nella Tavola Bronzea di Polcevera (il più antico documento giuridico che si conosca ……….), l’Osservatorio naturalistico ambientale del C.A.I. nonché, naturalmente, i tre laghi del Gorzente.
Grotte carsiche , affascinanti grotte scavate e formate da fenomeni idrografici sotterranei nel ventre dei rilievi montuosi posti fra Isoverde e Cravasco, ricchi di stalattiti e stalagmiti e in cui vivono rarissime specie animali. Tra le grotte ancora in essere,salvatesi dall’azione distruttiva delle attività di cava,ricordiamo: “Tre Tane” (grotta delle tre tane) in Isoverde, lunga 23 metri e profonda 5 metri; “Grotta del Drago” in Isoverde, lunga 28 metri, profonda 8 metri; “Tan-a do Balou” (grotta del Balou) in Isoverde, lunga 20 metri; “Grotta di Iso” in Isoverde, lunga 230 metri con diramazioni che si sviluppano per circa mezzo chilometro e a notevole profondità; “Grotta del Verde” in Gallaneto, lunga 50 metri con 82 metri di diramazioni; “O Buran” (voragine del Buran),lunga 40 metri e molto profonda.

EVENTI

Segnaliamo alcuni degli eventi che si svolgono con ricorrenza annuale nel capoluogo:
Fiera dell’Immacolata e Mercato Natalizio: si svolge la prima domenica di dicembre ed è la versione moderna dell’antica fiera invernale che si svolgeva l’8 dicembre,festa dell’Immacolata. Bancarelle,stands gastronomici,trenino di natale per i bambini e …genitori.
L’incanto del Natale. Presso il Centro Sociale in via Martiri della Libertà, 58 R, GLI ALUNNI DELLA SCUOLA ELEMENTARE "DON BOSCO" E IL CORO "MALEDETTE PRIMAVERE" ANIMANO L'ATTESA DEL NATALE CON CANTI, FILASTROCCHE E LETTURE.
La festa di CAPODANNO
I Comuni di Campomorone e Ceranesi organizzano il 31 dicembre la Festa di fine d’anno,con il cenone, danze e giochi.
NOTTE BIANCA DEI BAMBINI. Dalle 18 eTrenta in poi, nelle vie e piazze di Campomorone
NOTTE BIANCA dei bambini si svolge ad ottobre nelle vie e piazze di Campomorone e presso altri locali pubblici.
BIODIVERSAMENTE: festival dell'ecoscienza
Si svolge ad ottobre - Campomorone un Sabato al Museo - Palazzo Balbi, visita museo di Paleontologia e Mineralogia.
GIORNATA DEL BENESSERE E FESTA DI PRIMAVERA
Nel periodo tra maggio e giugno - Giardini Dossetti dalle ore 10 alle ore 19-20 GIORNATA DEL BENESSERE : YOGA - SHIATSU - REIKI - ESPRESSIONE CORPOREA.
SERATE D'ESTATE
All’inizio di luglio, nell'anfiteatro dei Giardini Dossetti iniziano le Serate D'Estate con un programma vario e ricco: Eventi che si svolgono all’aperto nei giardini e nell’anfiteatro di Palazzo Balbi, costituiti da rassegna cinematografica, spettacoli teatrali, musicali, di danza.
CINEMA AL CABANNUN - RASSEGNA CINEMATOGRAFICA
Da inizio Luglio a fine Agosto presso i Giardini Dossetti - Campomorone la Rassegna Cinematografica estiva all’aperto.
SAGGIO DI FINE ANNO DELLA SCUOLA DI MUSICA COMUNALE IN COLLABORAZIONE CON IL LABORATORIO MUSICALE GENOVESE.
PRESSO IL POLO SOCIALE DEL COMUNE - VIA MARTIRI DELLA LIBERTA' 58 R. - SI ESIBISCONO GLI ALLIEVI DELLA SCUOLA COMUNALE DI MUSICA – Stagione concertistica: si svolge nei mesi di aprile e maggio.

(www.comune.campomorone.ge.it)

GALLERIA D'ARTE IL CROCICCHIO. La sua attività si svolge da settembre a tutto giugno,principalmente allestendo mostre di pittura, scultura e grafica di artisti storici o contemporanei e organizzando e allestendo e/o conducendo anche iniziative culturali di vario genere (concorsi di musica e poesia;presentazione di iniziative editoriali,e altro) e-mail:aacrocicchio.arte@libero.it

Campomorone può considerarsi il centro di un più vasto territorio che ha in comune legami antichi e una antica storia e tradizioni che vanno oltre i loro confini e le attuali definizioni amministrative, per cui riportiamo i seguenti dati che indicano le distanze fra Campomorone e le località confinanti : Ceranesi 0,9km | Mignanego 2,6km | Serra Riccò 4,1km | Sant'Olcese 7,0km | Busalla 9,0km | Fraconalto (AL) 9,0km | Casella 9,4km | GENOVA 10,0km | Savignone 10,1km | Ronco Scrivia 12,7km | Voltaggio (AL) 12,8km | Mele 12,9km | Montoggio 13,0km | Masone 13,4km | Crocefieschi 13,5km | Campo Ligure 15,1km | Valbrevenna 15,4km | Vobbia 15,8km | Isola del Cantone 16,1km | Davagna 16,7km | Bosio (AL) 17,1km

(In grassetto sono riportati i comuni confinanti. Le distanze sono calcolate in linea d'aria dal centro urbano,ordinati per distanza.)
Campomorone è molto vivace e ricco di attività ed esercizi commerciali presenti nel capoluogo. La Galleria d’arte Il Crocicchio è ubicata nel “borgo di sopra” del centro antico del paese,




























Fontana in marmo, ottocentesca, sita nel "Borgo Superiore" in prossimità della galleria d'arte Il Crocicchio.












Scorcio del “Borgo Superiore” di Campomorone capoluogo, nel giorno di mercato nell’800.

Nel Borgo Superiore in prossimità della Galleria d’Arte IL CROCICCHIO sono presenti attività commerciali,artigianali, ricettive di vario genere fra le quali segnaliamo le seguenti :

Campomorone Carni, raffinata e qualificata macelleria; via Martiri della Libertà, 68 r. - tel. cell. 347 3584401 Mail: francesco.tedone@mr.com :

Carta e Fantasia s.n.c. Belle Arti, Cartoleria. Attività storica avendo iniziato nel 1931. Via Martiri della Libertà,23/25 r. telef./Fax 010 782988
Ristorante BUNKER , via Martiri della Libertà, 40 R. Telef. 348 93°8462 / 347 7205583. Mail: paemaru@gmail.com :

Ristorante Il Girasole, via A.De Gasperi,23-r. telef. 010784367 – cell. 349 2852003 Mail: fioramonteenza@libero.it :

Bed & Breakfast di Franca Rossi, via B.Trucco, 6 – tel.010.780580 Mail: franca-rossi@live.com :

Pasticceria-Cioccolateria-Caffetteria FERRANTE ,via Martiri della Libertà,53 r. Tel. 010 783945. Web: www.ferrante.ge.it

Foto-Ottica ENNECI , via Martiri della Libertà, 59 r. Tel.010 780244 Mail: fotootticaenneci@libero.it :

Profumeria Giovanna, via Martiri della Libertà,18 r. – telef. 010 783344

LA MADIA , pasta fresca, gastronomia, via Martiri della Libertà,46-48 r. Tel. 010 784380. Mail: lamadia@inwind.it – Web: ………..

DANIELA,Studio di estetica femminile. Via Martiri della Libertà, 24/26 r. Telef. 010 4550070
Mail: danielastudio.campomorone.ge@gmail.com :

DANIELA , Bonsai, Composizioni di fiori freschi e secchi, cuscini di noccioli di ciliegia naturali al 100 % e tanto altro, via Martiri della Libertà,43 R. Tel.338 7602620

NATURA Tutto per il giardinaggio e l’agricoltura. Campomorone,via Martiri della Libertà,54 r. Tel./fax 010.7212324 –
Mail: naturashop2015@gmail.com
web : www.natura.ge.it

il Gusto ... di Piacere. Intimo Uomo-Donna, di Savona. Via Gavino 82 R - Tel. 010 7211378/ cellulare. 349 6672207.
web : www.ilgustodipiacere.it

Campo di grano , panificio artigianale, via Martiri della Libertà, 87 r – telef. 010 7848167.
Mail: lucianousai@Alice.it :

Al di fuori del “Borgo di sopra”,sempre nel capoluogo o in vicine località circostanti site in comune di Campomorone e nel contermine territorio di Ceranesi si possono trovare le seguenti attività ricettive:

BED & BREAKFAST (a Campomorone):

LA CASA DI ADA, via Alla Caffarella,20, loc.tà Campora . Tel. 333 6451555 – web: www.lacasadiada.com

EDERA, via Alla Caffarella,20. Tel.010 8601787 – cell. 3409666794. web : www.bbedera.net

CASA TORRE,Campomorone in frazione Langasco, via Pizzorni 128. Tel. 010 793216; cell. 39 338 6530455; E-Mail: casatorre@tin.it ; web: www.casatorre.info

MADDALENA, via Brenia,2, Campomorone in frazione Langasco; telef./fax 010 793230 – cell. 333 7394567/388 7580230 –
e mail: E Mail: info@bbmaddalena.com web: www.bbmaddalena.com

BED & BREAKFAST ( a Ceranesi):

LA CHELINA, Piani di Praglia. Tel. 010 784184 – 3401497620 – 010 721426 / 3401497620; E-Mail: info@lachelina.it ; web: www.lachelina.it

CERANESI, 010 784184 – 3405205569

BERTIN, Lencisa. Tel. 010 718040

VILLA LEVATA,azienda agrituristica e fattoria didattica,via N.S. dell’Orto,70,loc. Gaiazza. Telef. 010 784184 – cell.340 7348171-329 4377154
E-Mail: lalevata_parodi@yahoo.it -- web: www.lalevata.it


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